La socializzazione del cucciolo di cane: dalla 3° alla 12° settimana: un periodo fondamentale per lui.

Ogni giorno di vita di un cucciolo è prezioso: gli stimoli che gli vengono offerti sono essenziali per il suo sviluppo mentale e caratteriale a cura di Adriana Silvestro

Nella vita di un cucciolo di cane esiste un periodo di cruciale importanza ed inizia molto presto, la terza settima ne costituisce il principio. Questa settimana è infatti definita "di transizione".

Il cucciolo sviluppa i suoi sensi, inizia a tenersi sulle quattro zampe, a seguire la madre e a giocare con i fratellini. In etologia la fase che nello sviluppo dei cuccioli di cane va dalla 3° alla 12° viene definita "fase dell'imprinting" (o "fase sensibile", così la definì Konrad Lorenz.).

Questo è il periodo in cui si manifesta la loro innata capacità di apprendimento e tutto quello che il cucciolo vive in questo periodo viene da lui appreso indelebilmente. E' il periodo, quindi, in cui il cucciolo deve venire in contatto con determinati stimoli, imparare a riconoscerli e allenarsi a reagire ad essi in maniera appropriata. Se ciò non accade, una parte della sua capacità di riconoscere stimoli esterni si atrofizzerà e da adulto, non saprà identificarli e non sarà quindi in grado di comportarsi adeguatamente. Come conseguenza di tale lacuna nella sua esperienza di crescita, da adulto, di fronte a stimoli esterni per lui sconosciuti, avrà paura e tale emozione potrà anche portarlo a reazioni aggressive.

LA MADRE E I FRATELLI

La madre è il primo punto di riferimento del cucciolo. Alla nascita e nelle sue prime settimane è fonte di nutrimento e calore, essenziali alla sua sopravvivenza. Per il cucciolo la madre diventa quindi il suo "leader" ed il suo modello: lei è quella da seguire, da imitare, da cui imparare e al cui richiamo rispondere. Nella fase dell'imprinting la madre insegna al cucciolo le regole su cui si basa la vita sociale. Essendo il cane un animale da branco, è ovvio che tale apprendimento è per lui essenziale. Con ringhi o scrollatine, la madre gli fa capire che non tutto si può fare: per esempio, non si ruba il cibo degli altri e non si feriscono in malo modo i fratellini.

L'insegnamento impartito dalla madre, sia con l'esempio sia con i "rimproveri", trasmette al cucciolo i modelli ed i codici di comportamento fondamentali per le relazioni intraspecifiche: il cucciolo apprenderà, per esempio, che le sue azioni provocano delle reazioni negli altri membri del branco e quindi riuscirà a equilibrare il suo istinto e a gestirlo meglio. Ma apprenderà anche il codice comunicativo vigente nella sua specie: le posture di dominanza e sottomissione, i segnali di aggressività, gli inviti al gioco, i richiami...

Anche il gioco con i fratelli ha un ruolo determinante. A partire dalla 6° settimana di vita i cuccioli giocano tra loro nascondensodi l'uno all'altro, inseguendosi e "lottando": i loro modi di giocare sono rituali ludici che preludono all'inseguimento e alla cattura delle prede che attueranno da adulti. Solo giocando si può imparare, perché nel gioco non c'è punizione né mai una reale "perdita": il gioco è, per così dire, un allenamento "protetto" alla realtà. Lottando "per gioco" i cuccioli imparano anche che la struttura del branco si basa sui ruoli assunti da ciascuno appartenente ad esso e apprendono l'esistenza di individui dominanti e di individui sottomessi e che a tali ruoli attengono atteggiamenti e comportamenti precisi. Per quanto detto finora, la permanenza del cucciolo con la madre ed i fratellini dovrebbe durare il più a lungo possibile. E' grazie a loro che il cucciolo impara "ad essere un cane".

NOI, IL CUCCIOLO e GLI ALTRI

Quando i cuccioli arrivano nelle nostre case, in genere non hanno terminato il loro periodo di socializzazione. Spetta a noi quindi continuare ad "educarli", stimolarli ed insegnargli le regole del loro nuovo branco. Per la mente di un cane il branco è la formazione composta da un minimo di due individui. Innanzitutto, il cucciolo deve apprendere che il capo nel suo nuovo branco senza alcun dubbio siamo noi. Per approfondire questo argomento consigliamo la lettura di un saggio di Nicholas Dodmann sul comportamento da tenere con un cane dal carattere dominante per osservare da vicino le regole, semplici ma ferree, su cui si basa la vita di un branco e quindi, comprendere come si comporta un vero lupo leader, che è quello che dobbiamo imitare noi per essere credibili ed autorevoli agli occhi del nostro cane.

Ma questo non basta, perché oltre ai suoi simili e a noi, c'è un mondo pieno di esseri e cose che il cucciolo deve e, data l'indole sicuramente entusiasta dei cani, vuole conoscere. Dobbiamo arricchire il suo ambiente e la sua quotidianità di stimoli: incontri con altri esseri umani, nel suo territorio e in territori diversi dal suo; fargli vivere trasferte in mezzi di trasporto vari; portarlo in spazi verdi dove incontrare altri cuccioli e cani adulti; fargli avvicinare e conoscere esemplari di altre specie: conigli, gatti, cavalli, tartarughe, scoiattoli. porcellini (come abbiamo visto, sono adatti anche dei tigrotti, ma la loro reperibilità è piuttosto difficile...); frequentare con lui luoghi urbani diversi, più o meno affollati, più o meno rumorosi...

E' importante, nondimeno, che il cucciolo giochi spesso con noi e che siano stimolati in lui l'olfatto ed il tatto. Il cucciolo va quindi accarezzato e toccato spesso proprio per permettergli di instaurare un rapporto anche fisico con il suo "capobranco" umano. Per questo si consiglia sempre di iniziare tutte le operazioni di pulizia fin dai primi mesi. Questo rafforzerà il suo legame con noi e gli renderà più familiare l'essere manipolato anche da adulto e quindi, essere visitato dal veterinario. Danilo Mainardi, nel suo saggio "La mente aggressiva del cane", sottolinea la fondamentale importanza della socializzazione del cucciolo e definisce come "prendere le misure di sè e degli altri" l'effetto che gli incontri sociali permettono di attuarsi in lui.

Spesso l'iperaggressività dei cani dipende proprio dal fatto che sono cresciuti in ambienti isolati: "E’ la classica iperaggressività da isolamento sociale nota e sperimentalmente provocabile praticamente in ogni specie sociale. Quanto al cane, attraverso liberi incontri con altri individui prende, fin da cucciolo, le misure di sé e degli altri. La sua mente accumula esperienze formative fondamentali." Naturalmente, tutto va fatto con dolcezza e gradualità, ma costantemente, ricordandosi quanto nella vita di un cane sia breve l'infanzia e quanto sia straordinariamente determinante per lui tutto quello che vive e conosce in ogni, preziosissimo giorno di essa, per poter vivere da adulto una vita serena insieme a noi e in mezzo agli altri.

27 Maggio 2009


 


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